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Napoli, non festeggi più?

La frenesia partenopea è durata appena una settimana. Solo pochi giorni fa c’era chi si faceva tatuare Koulibaly sul braccio, adesso a Napoli non parla più nessuno.

Napoli, ma non dovevi vincere lo scudetto?

Io i napoletani non li capirò mai. Sia chiaro, niente contro di loro, ma la distanza culturale che li separa dal resto del mondo mi pare insormontabile.

I partenopei sono un popolo pittoresco, quasi divertente (dico ‘quasi’ perché quando eccedono nel loro umorismo diventano pesanti come un cinghiale sullo stomaco) nonché pieni di inventiva (anche se non sempre utilizzata per nobili fini). E fin qui niente di strano.

Il problema sorge quando il napoletano medio inizia con la tiritera del Regno borbonico, i Savoia invasori, Napoli come capitale del Sud e di un ipotetico riscatto contro un ipotetico Nord malfattore e ingannatore. Vabbé, a fatica ma soprassediamo.

Poi c’è la questione della specificità etnico-culturale o roba simile, dove il napoletano si sente al centro del (suo) mondo. Guai a fargli notare che le regole sono le stesse su tutto il territorio nazionale, tempo sprecato. D’altronde se il suo sindaco (e meno male che è un ex magistrato) si permette di dire che l’incolumità degli juventini nel regno borbonico è a rischio…

Ovviamente c’è l’arte del piagnisteo. Impossibile avere il dono della sintesi per concentrare in poche righe 150 anni di lamenti, mi limito all’ultima settimana: frignare per andare in trasferta allo Stadium (quando invece agli juventini era stato negato l’accesso al San Paolo), frignare per i torti arbitrali (tutto l’anno), frignare perché le partite non sono in contemporanea, frignare contro De Laurentiis perché non apre il portafoglio, frignare contro Sarri perché fa giocare sempre gli stessi, frignare contro il Sole, frignare contro la Luna.

Ma quello che davvero non riesco a capire è per quale motivo i napoletani abbiano festeggiato dopo la trasferta di Torino. Grida di giubilo neanche dopo il gol di Tardelli nell’82, gente che faceva il bagno nelle fontane, oltre 20.000 supporters ad attendere la squadra all’aeroporto, chi si faceva tatuare Koulibaly sul braccio, chi direttamente il tricolore, in barba ad ogni scaramanzia.

E poi andavi a vedere la classifica e leggevi: Juventus 85, Napoli 84. Festeggiare per un secondo posto.

Mah…

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