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Infoto: Carlo Tavecchio e Gian Piero Ventura

Lo specchio di una disfatta annunciata!

La nazionale italiana per la seconda volta nella sua gloriosa storia non parteciperà ai mondiali di calcio, la sconfitta concretizzatasi ieri è lo specchio di un movimento da ricostruire.

Italia almeno per una volta guardati allo specchio!

Iniziò tutti l’undici agosto di tre anni fa, quel giorno veniva eletto presidente della FIGC Carlo Tavecchio. I dirigenti del calcio italiano decisero di affidare il massimo organo calcistico nazionale all’allora presidente della LND. Il suo sfidante Massimo Albertini (già dirigente FIGC) ottenne solo il 36% dei voti. Da li ha inizio l’epopea di Tavecchio. L’epilogo di questa storia si è raggiunto, nella  gara che ci ha portato a raggiungere il punto più basso nella storia del calcio italiano degli ultimi 60 anni.

Ricordiamo tutti le contrapposizioni all’interno del mondo calcistico, dopo l’annuncio della candidatura dell’attuale presidente. Come del resto ricordiamo la frase razzista pronunciata dallo stesso:

Opti Poba‘ è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così”.

In un paese serio un dirigente dopo una frase del genere, come minimo si sarebbe  dimesso. Ma lui no! Negli anni, se è possibile, è anche peggiorato e non contento delle frasi razziste, si lancia in un ragionamento che definire maschilista sarebbe troppo riduttivo:

Si pensava che le donne fossero handicappate rispetto al maschio, ma abbiamo riscontrato che sono molto simili”

Non voglio essere cattivo nei suoi confronti, ma lo spessore morale e intellettuale di una persona si misura anche da quello che dice e in questo caso il presidente si commenta da solo.

Il problema principale però non è lui. Il vero problema è rappresentato dall’intero movimento, che lo ha sostenuto e continua a sostenerlo. Questa vicenda è lo specchio dell’Italia odierna, un popolo che preferisce un conservatore amico dei poteri forti, ad un giovare riformatore come Demetrio Albertini. Uno stato miope che ha paura di modificare lo status quo, ha paura di cambiare o non vuole cambiare per difendere la propria poltrona (o il proprio fondoschiena). La disfatta di ieri non mi stupisce affatto, fin quando la mentalità rimarrà questa, difficilmente riusciremo a vedere la luce in fondo al tunnel. 

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su Rocco Misale

Classe 1990, appassionato di Juventus sin da bambino, mi piace scrivere e condividere le mie idee con gli altri.

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