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Carlos Tevez.

Quando neanche 38 milioni di buoni motivi bastano per essere felici

L’argentino, nonostante i fior di milioni previsti dal suo contratto, ha da tempo manifestato la voglia di lasciare la Cina per rientrare in patria.

Quando neanche 38 milioni di buoni motivi bastano per essere felici.

Carlitos è sempre stato etichettato come “una testa calda”, tuttavia di lui in bianconero si conservano solo piacevoli ricordi. Dopo qualche stagione al top, Tevez ha però deciso di far ritorno in Argentina, per riabbracciare il suo primo e forse unico amore: il Boca Juniors.

Ma spesso alle ragioni del cuore, nel mondo del calcio, prevalgono quelle economiche. Così l’ex 10 bianconero intraprese la “via della seta”, non per spirito d’avventura, bensì a fronte di un contratto faraonico. Un’accoglienza da re, milioni di tifosi in visibilio per il suo arrivo allo Shanghai Shenhua, che, fino ad allora, non aveva mai avuto in squadra un campione del genere.

Una passeggiata per lui affrontare un campionato così poco impegnativo, questo il parere comune. Ma il calcio non è una scienza esatta e Tevez non è mai riuscito del tutto ad ambientarsi in Cina e a regalare prestazioni degne della sua fama. In ultimo, il Presidente Wu Xiaohui, deluso profondamente, ha mosso pesanti critiche nei suoi confronti.

“La nostra idea era quella di avere in squadra un calciatore di grande qualità che potesse influire su tutto l’ambiente. Le caratteristiche di Tevez corrispondevano a queste caratteristiche, ma la sua scadente preparazione invernale in vista del campionato ha comportato un basso livello di forma. Questo non gli ha permesso di soddisfare le nostre aspettative.”

L’allenatore del club cinese Wu Jingui ha rincarato la dose, accusando sia lui che Guarin di scarso impegno e di essere in evidente sovrappeso. Secca e aspra la risposta dell’argentino, nonostante i soli 3 gol messi a segno nelle ultime 13 partite di campionato che confermano ciò lamentato dai vertici della società.

“In Sudamerica e in Europa si impara a giocare da calcio fin da piccoli, in Cina no. Dal punto di vista tecnico, i giocatori non sono molto buoni, il calcio qui è molto diverso da quello europeo. Nemmeno tra 50 anni il calcio cinese possa arrivare all’altezza di quello europeo.”

Dichiarazioni che non faranno affatto piacere alla federcalcio cinese, molto impegnata a far crescere il livello di questo sport con grandi investimenti, specialmente nei settori giovanili. Che sia l’ultimo atto dell’epopea di Tevez in Cina?

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su Ernesto Menegatti

Juventino da sempre, attento al mercato e appassionato di sport. Seguo con interesse moltissimi campionati, anche i più sconosciuti. Allergico alle acciughe ambrate, al buonismo spicciolo e alla scienza innata.

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